Sale Chiodato: l’esclusiva prima del concerto.

Ci mettiamo in macchina per raggiungere via Accursio, nel cuore del centro storico dell’Aquila, Into the red zone, tanto per citare uno dei grandi pezzi dei Sale Chiodato.

A noi aquilani l’espressione “zona rossa” mette ancora i brividi.

Le generazioni che hanno vissuto quella terribile notte di dieci anni fa proveranno questa sensazione ancora per lungo tempo, o forse per sempre.

Ma adesso vogliamo pensare ad altro e, soprattutto, dobbiamo prestare attenzione alla strada.

Arriviamo nei pressi di via Bafile dopo aver seguito un tragitto diverso da quello che avremmo potuto percorrere ieri, e diverso anche da quello che si potrà percorrere domani: lì hanno chiuso la strada, lì stanno installando un ponteggio o una gru, lì hanno iniziato uno scavo, e via discorrendo.

Ci soffermiamo a riflettere che qui, forse più che altrove, i lavori proseguono incessantemente e che in questi dieci anni si è fatto davvero molto, anche se c’è ancora moltissimo da fare per restituire alla città la sua gloria e agli aquilani la loro normalità.

Parcheggiamo in Piazza Palazzo, ci fermiamo a prendere una corroborante cioccolata calda nel piccolo pub all’angolo, e poi ci dirigiamo verso la salita di via Accursio.

Ogni promessa è debito

Avevamo lasciato i Sale Chiodato con la promessa di rivederci oggi, e noi vi abbiamo tenuto fede.

Speriamo che anche i Sale Chiodato se ne siano ricordati.

Per sicurezza, telefoniamo a Valter Marola per avvertirlo che stiamo arrivando.

In realtà siamo a due passi dalla loro sala prove, sono le 20.45, ed è probabile che non abbiano ancora iniziato.

«Oh, quatrà, siete voi! Addo’ stete? Dai che ve apriamo. Detese ‘na mossa però, che tenemo comincià le prove. Jamo!», è il nostro salvacondotto.

Valter Marola

Una chiacchierata con i Sale Chiodato

Suoniamo al campanello, e stavolta ci apre Andrea Maurizio, il nuovo batterista.

Un rapido scambio di saluti e, mentre entriamo, gli chiediamo come si sente in vista del concerto di sabato prossimo.

«Abbiamo ancora un paio di prove prima di sabato. Però ormai direi che sono pronto».

Andrea Maurizio

Entriamo in sala.

Ci sono tutti ed è già tutto acceso: amplificatori, tastiere, mixer, impianti, tutto in pre-riscaldamento.

Vogliamo carpire qualche anticipazione sul concerto e sui prossimi programmi dei Sale Chiodato.

D’altro canto, la volta scorsa avremmo voluto far trapelare qualche succulenta notizia, ma il loro riserbo è stato inespugnabile.

In ogni caso, la nostra chiacchierata richiederà al massimo mezz’ora, perché ci farebbe molto piacere assistere alle prove.

– Allora, il concerto di sabato non è sicuramente come tanti altri, anche perché arriva dopo una pausa piuttosto lunga. Vi va di parlarne?

Paolo – Certo ragazzi, ci fa molto piacere parlarne, e ci fa piacere anche avere un po’ di pubblicità, ma per favore non chiedeteci di rovinare la sorpresa, perché anche per noi questo è un concerto speciale.

Torniamo a esibirci dal vivo dopo quasi due anni, davanti al pubblico di casa, davanti a tante persone che ci hanno sempre seguito e attendevano di vederci di nuovo sul palco.

Paolo Rosati

– In effetti ce lo attendevamo anche noi di WOM e MusicAq.
A L’Aquila c’è una nutrita attività musicale, ci sono tanti gruppi, progetti artistici, anche nuovi e interessanti, c’è il Conservatorio con la sua attività concertistica, ma i Sale Chiodato restano senza dubbio uno dei gruppi di riferimento per molti.
Proviamo con una domanda secca: qual’è la scaletta?
Scherzi a parte, dateci quanche anticipazione: se non altro, perché arrivare fino qua non è per niente facile, con tutti i giri che bisogna fare tra strade e stradine.

Paolo – Va bene, cercheremo di accontentarvi.

Diciamo che il concerto di sabato prossimo, in realtà, avremmo voluto farlo prima.

Avevamo pensato a una data vicina al 6 aprile [2019], per l’occasione del decennale del sisma, ma per vari motivi abbiamo dovuto cambiare i programmi.

Allora abbiamo pensato alla Perdonanza, che ci ha visti tante volte sul palco, ma – ne abbiamo parlato la volta scorsa – ci siamo dovuti occupare di alcuni cambiamenti nella band.

Quindi, eccoci qua, alle porte di Natale.

Ci tenevamo molto a fare un concerto nel decennale del sisma perché vogliamo rendere un omaggio, pieno di amore, alla città, al dolore e ai tanti che non ci sono più.

Di conseguenza, ripercorreremo alcuni nostri “classici” che avevamo dedicato alla tragedia che ci ha colpito.

Valter – Sì, questo è uno dei temi, ma non è l’unico.

Abbiamo pensato, ragionando tra noi, che questo è l’anno di altre ricorrenze storiche molto importanti.

Per esempio, i 50 anni da Woodstock.

E chi se lo dimentica Woodstock!

Per noi della “vecchia generazione”, cioè la “vecchia guardia” dei Sale … e mo’ so detto du’ vote “vecchia”, mo’ basta, ‘n ce provete cchiù! … dicevo, per noi “maturi” insomma, un pensiero a Woodstock lo faremo nel concerto.

Poi c’è un’altra importantissima ricorrenza quest’anno … ma che è? ‘Sto 2019 è tutta ‘na ricorrenza!  … sono 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, e un pensiero andrà anche in quella direzione.

Bruno – Comunque, non dimentichiamo una componente fondamentale del nostro discorso artistico, e cioè il “riderci un po’ sopra”, anche quando c’è da piangere.

Una forma di autoironia, nel rispetto delle sensibilità e dei sentimenti di tutti, un’educata e sottile vena comica, un modo di darsi coraggio e speranza come antidoto alle durezze della vita, l’abbiamo sempre trovata, facendo leva sulle grandissime capacità di dare vita ai personaggi più strani e stravaganti di Valter, e interpretando magnificamente i ruoli e le situazioni quasi sempre concepite dalla mente di Paolo, e di Massimo.

Valter – Insomma, me sta’ a di’ che ji so’ ju braccio armato de vojiatri pazzi!

Bruno – E poi ci sarà anche un pensiero alla speranza, al futuro, alle tante cose belle che abbiamo, un senso di sano e misurato orgoglio per L’Aquila e l’intero Abruzzo.

Tutto questo con Massimo Gallucci sempre nel cuore di tutti noi.

Pasqualino – Oh, ci sono pure i primi assaggi delle novità.

Diciamolo questo, senno’ tutto ‘sto studio …

Domenico – Beh, noi nuovi dei Sale abbiamo dovuto fare fatica doppia o tripla, non solo per lavorare ai nuovi pezzi che sentirete al concerto, ma anche per entrare nell’atmosfera dei “classici” più importanti e più noti dei Sale Chiodato.

L’abbiamo accennato anche l’altra volta: non si tratta di imparare un pezzo, ci devi entrare proprio dentro e pensare alla Sale Chiodato.

Emanuele Capogna, il bassista, è concentrato a mettere in ordine gli spartiti, in qualche caso si tratta di fogli giganti.

Poi si accorge che lo stiamo osservando: «Arrivo, arrivo!»

Valter – Quisso viene da ju Conservatorio, quatrà, mica xxzzi.

Le crome e le semicrome le fa parlà.

Emanuele –
Più che gli spartiti, sto mettendo in ordine un po’ la mente.

Voglio imparare a memoria i pezzi, non voglio leggere durante il concerto, ma le cose so’ tante e non è facile.

Emanuele Capogna

Nel frattempo, Andrea comincia a prendere posto dietro la batteria, segno evidente che è ora di prove.

Giusto il tempo di un’ultima domanda.

Insomma, si preannuncia un bellissimo concerto, anzi video-concerto. È questo anche l’annuncio di un nuovo lavoro di registrazione?

Paolo – Eeeh, queste sono due domande!

Quanto alla prima, penso di poter rispondere con un bel sì.

Stiamo facendo di tutto perché sia una bella e gradevole serata.

Un nuovo disco?

L’altra volta avevamo già anticipato che abbiamo nuovo materiale per almeno due dischi: 20 nuovi pezzi di cui ne ascolterete alcuni durante il concerto.

Oggi si fanno anche dischi con 7-8 brani.

I nostri sono e saranno sempre pieni di musica.

Ma ormai aggiungeremo anche i nostri video, perché ci pare giunta l’ora di unire musica e immagini come un tutt’uno.

Abbiamo molto da fare, e in primavera tutto sarà pronto.

In più, da parecchio tempo abbiamo in progetto di portare i nostri live ancora più vicino alla gente e in particolare ai giovani, ma qui non dico di più; magari tra qualche settimana, chissà.

Grazie ragazzi, siete stati gentilissimi come al solito.
Abbiamo molte cose da raccontare sul vostro concerto di sabato prossimo, e non vogliamo rovinare la sorpresa, ma vi chiediamo un ultima cortesia: ci fate assistere un po’ alle prove?

Sale Chiodato – Permesso accordato.

Grazie a voi, ragazzi.

Grazie a MusicAq e WOM per la disponibilità e per la cortesia.

Continuate così, state facendo veramente un gran bel lavoro di divulgazione sul mondo musicale aquilano e non solo.

Grazie di cuore.

La sala prove dei Sale Chiodato

Ebbene, sì.

Abbiamo potuto ascoltare in esclusiva una piccola anteprima del concerto, ed è stata una performance straordinaria!

Abbiamo promesso di non far trapelare altre notizie, così da poterci gustare tutti insieme l’attesissimo rientro in scena dei Sale Chiodato, sabato 21 dicembre al Ridotto del Teatro comunale.

Visto che l’abbiamo citata all’inizio di questo articolo, vi auguriamo buona musica con Into the red zone, dei Sale Chiodato.

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